Essere collaborative aiuta sempre nel lavoro?

Cerco periodicamente di fermarmi riflettere su quello che sto facendo, come lo sto facendo e con chi (anche per chi lo faccio 🙂 ) e di fare un piccolo bilancio sulla qualità e le modalità con le quali sto lavorando.

Essere collaborative aiuta nel lavoro, nel nostro lavoro? Io credo proprio di sì, ma dovrei forse spiegare cosa intendo per essere collaborativa 😉 .

Cosa significa essere collaborative?

Per me significa disponibilità ed apertura all’ascolto e al confronto, condivisione delle attività puntando all’autonomia di ciascuno di noi, questo significa anche non cercare di risultare “indispensabili” per forza ma collaborare insieme per raggiungere un obiettivo comune…e mi rendo conto che non c’è nulla di scontato in tutto questo!

Ma il mio lavoro è anche questo! Nella mia attività, ma in tutte le professioni (magari non proprio tutte) può costare una certa fatica riuscire ad avere una collaborazione positiva per entrambe le parti.

Chiariamo che essere collaborative non significa “fare da zerbino” a qualcun’altro, non prevede la prevaricazione a prescindere per il ruolo che si riveste, ma presuppone che chi decide di lavorare INSIEME sia cosciente che le responsabilità di quello che viene fatto, essendo condiviso come obiettivo, sono egualmente distribuite e queste persone devono avere un obiettivo comune.

Perché serve essere collaborative?

Sappiamo che non possiamo fare tutto da sole e se lo facciamo non è detto che il risultato sia quello che ci aspettiamo. Quindi ribadisco che anche se impegnativo può risultare necessario dividere onori e oneri con un collega 🙂 , ora vi spiego anche il perché.

Il vantaggio di questa attitudine, che non è da considerarsi per forza solo caratteriale ma può maturare con le proprie esperienze, è la possibilità di:

E direi che ci sono ancora molte cose che possono farci capire quanto importante sia essere collaborative.

Il danno se la collaborazione è a senso unico.

L’importante è che tutte le figure coinvolte, indipendentemente dai ruoli siano “disponibili” a condividere e mettersi in discussione; il confronto implica anche il cambiamento nell’approccio al lavoro e personale e questo da qualsiasi parte tu lo guardi vuol dire Crescita 🙂 …almeno io la penso così.

Senza collaborazione, un gruppo (anche solo di due persone) non potrebbe funzionare.
Partendo dalla mancanza di dialogo, non ci sarebbe confronto e di conseguenza la condivisione degli obiettivi potrebbe non essere più così allineata …insomma il tutto si andrebbe deteriorando, con un danno anche nel lavoro.

In tutto il mondo oggi il lavoro si svolge in team e in quasi tutti gli ambienti le persone devono interagire, anche virtualmente, adottando ciò che alcuni possono definire uno spirito di squadra.

La collaborazione dunque, in un contesto lavorativo, non va intesa semplicemente come una apprezzabile qualità, qualora ci sia, ma come una competenza irrinunciabile. E come tutte le competenze, essa può essere insegnata, appresa e alle volte pretesa.

Antonella Cafaro.

Antonella
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Ciao, sono Antonella Cafaro e mi occupo di assistenza virtuale. Aiuto professionisti e imprenditori a risparmiare tempo, crescere e raggiungere i loro obiettivi godendosi la loro attività mentre io mi occupo del resto e supporto le donne che vogliono diventare assistente virtuale con un percorso di orientamento e mentoring.
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