Empatia come competenza, Cosa significa, Perché serve e Come Gestirla
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empatia come competenza

Empatia come competenza

Empatia come competenza? Ma no, a cosa vuoi che serva?

In molti ripetono sempre la stessa cosa e il risultato è che molti professionisti dedicano tempo e impegno per poter apprendere nuove conoscenze e competenze tecniche, ma quando si tratta di competenze interpersonali, di soft skill, vi è la tendenza piuttosto diffusa a sottovalutarne l’importanza, o comunque pensare che “si è quel che si è” e ci sia poco che si possa fare per cambiare.

L’empatia confermo, è una competenza!

Cosa significa empatia.

Empatia: una di quelle parole di significato ampio e vago che ognuno, o quasi, conosce ma di cui non si è ben sicuri della definizione.

Cosa significa empatia? Per chiarire cosa sia, forse aiuta, prima definire ciò che non è. Empatia non è sinonimo di compassione e non vuol dire nemmeno trovarsi d’accordo con le opinioni altrui e neppure occuparsi dei sentimenti delle persone che ci stanno intorno.

Il significato di empatia, funzionale e pragmatico, potrebbe essere dunque il seguente: avere consapevolezza dei sentimenti delle altre persone anche quando non siamo d’accordo con loro e/o non possiamo essere compassionevoli.

Empatia vuol dire trovare una via di comunicazione non necessariamente verbale con il tuo interlocutore, che ti permetta di comprendere quanto pensa, dice e fa anche quando si è in disaccordo.

Perché serve l’empatia.

L’empatia è una capacità relazionale importantissima, perché permette di mettere in atto comportamenti che avvicinano le persone anziché allontanarle.

Essere empatica è importante perché grazie alla comprensione del vissuto dell’altro puoi orientare il tuo comportamento verso l’aiuto anziché verso l’aggressività.

Per usare le parole di Martin Hoffman, l’empatia è come:

“la scintilla che fa scaturire l’interesse umano per gli altri, il collante che rende possibile la vita sociale”.

Nel mio lavoro l’empatia è necessaria per poter creare una connessione con il mio cliente anche a distanza e riuscire così a percepire richieste e le motivazioni di queste richieste.

Insomma nelle relazioni interpersonali o lavorative l’empatia diventa la principale e forse unica “chiave di accesso” ai sentimenti, agli stati d’animo, alle motivazioni e più in generale al mondo dell’altro. Grazie ad essa si può, non solo afferrare il senso di ciò che afferma l’interlocutore, ma coglierne anche il significato più profondo, sintonizzandosi sulla sua stessa “lunghezza d’onda” psico-emotiva.

Empatia nel lavoro.

L’empatia si qualifica come abilità sociale di fondamentale importanza, in qualsiasi ambito, anzi si può dire che rappresenta uno degli strumenti basilari di una comunicazione interpersonale veramente efficace e gratificante. Che si manifesta con l’ascolto attivo, che diventa appunto empatico, quando si è disposti ad uscire dai propri schemi mentali e a non tener conto degli interessi personali per considerare quelli dell’altro.

Pertanto, l’empatia può essere considerata una forma strategica di comunicazione, uno strumento sofisticato di risonanza emozionale, una sorta di “radar emotivo” con cui captare e decodificare i segnali deboli della mente e del cuore, gli stati d’animo più profondi e i pensieri nascosti.

Empatia quindi come competenza distintiva irrinunciabile per qualsiasi ruolo professionale e sociale.

Empatia come gestirla.

Nel lavoro l’empatia va gestita, come nella vita personale, un eccesso della stessa provoca ferite, delusioni e insoddisfazione. C’è un modo però per poterne usufruire e ricavarne beneficio per te e per gli altri.

Quello che serve per controllare l’empatia è innanzitutto la presa di coscienza di questo dono, il saper per certo che si ha, il riconoscere i “sintomi” che essa porta, quindi è basilare conoscere se stessi, conoscere i propri difetti e i propri pregi, conoscere a fondo il nostro carattere, in modo tale da distinguere poi le emozioni nostre e quelle altrui.

Viene chiamata anche intelligenza emotiva, perché non si tratta di una competenza tecnica e misurabile, ma di un tuo sentire, di una predisposizione a mettersi nei panni altri e a capirne lo stato e le necessità, senza però venirne travolti.

Gestire l’empatia è fondamentale per lavorare serenamente e creare dei rapporti costruttivi con clienti, colleghi, partner, con tutte le persone con le quali ti trovi ad interagire.

Antonella Cafaro
antonellacafaro.studio@gmail.com

Mi occupo di assistenza virtuale e aiuto professioniste e imprenditrici a risparmiare tempo, crescere e raggiungere i loro obiettivi godendosi la loro attività mentre io mi occupo del resto. Virtual Assistant. I help online entrepreneurs save time, implement their plans, lighten their workload and be more productive.

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